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IDROELETTRICO

L'energia idroelettrica è quel tipo di energia che sfrutta la trasformazione dell'energia potenziale gravitazionale (posseduta da masse d'acqua in quota) in energia cinetica nel superamento di un dislivello, la quale energia cinetica viene trasformata, grazie ad un alternatore accoppiato ad una turbina, in energia elettrica.
Le principali metodologie per la produzione di energia idroelettrica possono essere mareomotrici, quelle delle centrali a salto e quelle delle centrali ad acqua fluente.
L'acqua di un lago o di un bacino artificiale viene convogliata, attraverso condutture forzate, a valle trasformando così la sua energia potenziale in energia di pressione e cinetica grazie al distributore e alla turbina. L'energia cinetica viene poi trasformata attraverso il generatore elettrico, grazie al fenomeno dell'induzione elettromagnetica, in energia elettrica. Per permettere di immagazzinare energia e di averla a disposizione nel momento di maggiore richiesta, sono state messe a punto centrali idroelettriche di generazione e di pompaggio. Nelle centrali idroelettriche di pompaggio, l'acqua viene pompata nei serbatoi a monte sfruttando l'energia prodotta e non richiesta durante la notte cosicchè di giorno, quando la richiesta di energia elettrica è maggiore, si può disporre di ulteriori masse d'acqua da cui produrre energia. Questi impianti permettono di immagazzinare energia nei momenti di disponibilità per utilizzarla nei momenti di bisogno.
L'energia idroelettrica è una fonte di energia pulita (non vi sono emissioni) e rinnovabile, tuttavia la costruzione di dighe e grandi bacini artificiali, con l'allagamento di vasti terreni, può provocare lo sconvolgimento dell'ecosistema della zona con enormi danni ambientali, come è successo con la grande diga di Assuan in Egitto.
I greci e i romani furono le prime civiltà nel Mondo allora conosciuto, ad utilizzare l'immensa potenza dell'acqua, o più precisamente dell'energia cinetica prodotta dal liquido (cui simbolo chimico è H2O, perchè formato da due particelle atomiche di idrogeno e una sola particella di ossigeno), essenzialmente per azionare semplici mulini per macinare il grano. Con il Basso Medioevo, e le scoperte portate dal popolo degli Arabi del Nord-Africa, abbiamo altri metodi di sfruttamento dell'acqua, dall'irrigazione dei campi alla bonifica di vaste zone paludose, con la ruota idraulica. Trattasi di un mulino senza pale che ruotava su un punto fisso per azione della forza esercitata dall'acqua stessa. Un progresso tecnico di enormi proporzioni si è avuto alla fine dell'Ottocento, circa all'inizio della Seconda Rivoluzione Industriale avvenuta in Europa e non solo, in seguito all'evoluzione della ruota idraulica in turbina, macchina motrice costruita da una ruota a pale imperniata su un asse, che all'inizio erano grossolane e schematizzate, ma con le innovazioni tecnologiche, soprattutto della prima metà del Novecento, divenne sempre più perfezionata e funzionale.

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